Sicuramente la vita di Chet Baker è affascinante, la sua storia tutt'altro che lineare. Il suo talento musicale è sempre stato fuori discussione, indiscutibile la passione per la droga, tentando di disintossicarsi più di una volta senza riuscirci con danni fisici che gli renderanno difficile suonare. Chet ha conosciuto un anno di carcere in Italia e sarà proprio la droga, in una notte del 1988 ad Amsterdam che verra' trovato cadavere sotto la finestra del suo albergo, con la chiusura di una vita per caduta accidentale.
Baker al contrario di Miles dedito alla cocaina era un consumatore accanito di eroina. Il film su Miles si focalizza sulla sua vita caotica e sulla sparizione di alcune bobine della sua musica che il trombettista tenterà di recuperare prima che queste finiscano nelle mani sbagliate. C'è una frase in quest'ultimo film di Miles Davis che è probabilmente destinata a perdurare nella memoria dello spettatore e che unisce brutalmente anche il pensiero di Baker "Non chiamate mai il jazz con questo nome, jazz è una parola inventata, chiamiamola social music". Tutto questo per raccontarci che nelle varie fasi della vita di qualsiasi musicista, ci sono periodi oscuri, periodi grigi e periodi quasi normali che ci portano ad essere spinti ad azioni che molto spesso non vorremmo attuare. Quindi, per finire questa mia trattazione notturna esorta chi è in crisi, chi è in un periodo buio, a chi sembra che le cose non girino nella maniera giusta e che la ruota cada sempre nel luogo sbagliato, io lo invito caldamente a ritrovare se stesso(senza additivi di nessun genere.) Difficile ritrovarsi spesso, ma la presenza di un buon amico è un ottimo coadiuvante............E se questo amico manca?Ci sentiremo un po' di buona musica, magari non farà nulla, ma non ci farà senz'altro male. Io ci sono riuscita? Mai, ma vi assicuro non ho mai usato coadiuvanti!!!!!
