Premetto, non sono mai stata una grande amante di Finardi, anche qui conta molto l'età , avessi avuto solo qualche anno in più forse l'avrei capito molto meglio, , in parole povere , l'avrei giudicato per quel che valeva , cioè abbastanza per dire molto .E invece l'ho scoperto nella mia interiorità solo quest'anno a Barolo, preferendo di gran lunga( all'inizio per ragioni di sicurezza) il suo concerto a quello di Fedez e J-Ax. Si avanti criticatemi, perchè mi sono criticata molto anch'io per questa scelta all'inizio, ma , mano mano che il concerto prendeva forma , mi sono chiesta dove avevo le orecchie quando componeva certe canzoni già ampiamente datate e con un nuovo album , per inciso che vi consiglio( l'ho già detto ..lo so e mi ripeto volentieri..) .
Si, la lotta per Eugenio non è ancora finita, è ancora qui con noi, dopo quarant'anni, classe 1952 milanese di nascita da una famiglia ricca e borghese. E questo nel cantautorato che piaceva a me da ragazzina, stonava molto. Il cantautore non doveva essere agiato, non doveva annegare nel denaro, doveva soffrire e queste sofferenze doveva trasmetterle nelle proprie canzoni che non trovavo in lui, perchè cercavo la disperazione, la sofferenza amorosa, mentre in lui c'era anche la lotta, la differenza,la noia di vivere in un certo tipo di società. Pensavo che era semplice dirlo quando si hanno i soldi per poter fare ciò che si vuole. Questa droga che lo ha distrutto per un lungo periodo di tempo grazie ai soldi della madre americana, raccattata proprio negli States, questo suo lungo riaffiorare alla vita pulito, con un figlio diversamente abile, ha incominciato ad impietosirmi, ad interessarmi, perchè aveva il coraggio di parlare del suo passato senza vergogna , raccontando il suo presente( non facile) e sperando nel suo futuro.
Vero Eugenio, quando si è giovani spesso non si guarda avanti, anche se nelle sue canzoni c'è sempre presente una responsabilità verso il tempo.
Oggi ha imparato a volare questo autore di " Musica ribelle"" Extraterrestre"etc etc...
Pensava di fare la storia molto giovane, di partecipare almeno ad essa, ma non ha mai legato poi quello che cantava alla cronaca spicciola.E questo è stato un bene , perchè è riuscito ad arrivare ad un punto tale da constatare di essere un passo avanti agli altri. Si, molti non se ne sono accorti ma è così. Esempio: scrisse nel '78 "Cuba" e usò la parola "riflusso", non con un significato filosofico che avrebbe avuto poco dopo, sulla copertina di "Panorama" , dove si dimostrava come tutto cambiava e Finardi l'aveva intercettato un attimo prima. Sciocchezze? Bah, insomma, riflettiamoci un pochino....
Pur avendo una madre americana non è mai stato tenero con gli Usa,il popolo delle ingiustizie , come lo chiama lui, lo sfruttatore di campagne per movimenti civili e rivendicazioni di genere,oltre ad essere prettamente guerrafondaio.Non commento, riferisco, ognuno ha le proprie idee!
Il suo punto fermo è"Musica ribelle", perchè tutto ciò che denunciava allora dilaga con forza ancora oggi. Ma almeno gli anni '60 e '70 sono stati veramente rivoluzionari, erano la stagione della consapevolezza dei diritti. Oggi , secondo lui tocchiamo il punto più basso, la ricchezza è in mano a una percentuale esigua di persone, ma la schiavitù è sotto gli occhi di tutti dai barconi alle vittime del capolarato. E dopo una breve apparizione a SanRemo nel 2011, Finardi torna sulle barricate, ricorda Gaber, perchè la sua generazione ha perso ma non smette di andare su di un palco a metterci la faccia.
Ostinatamente non rinnega nulla, non lo faceva prima, e non comincerà certo adesso. E questo me lo rende simpatico ed ora riesco a capirlo ed ora lo ammiro ed ora vi invito ad andare ad ascoltarlo. Ottima musica, ottima band, pregevoli canzoni e Finardi..c'è!
