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mercoledì 26 marzo 2014

Jesus Christ Superstar

Sarà il sentore pasquale , sarà l'aria primaverile che non si fa certo ancora sentire..anzi...non so quale motivo ci sia stato , io refrattaria poi alle feste comandate( e lo sapete)..ma qualcosa mi ha spinto nelle mie solite notti di veglia a rivedere per l'ennesima volta, il famoso musical portato poi sugli schermi" Jesus Christ Superstar". Lo vedo sempre con profonda nostalgia, perchè tutto iniziò con la traduzione del testo il mio lavoro al giornale e quindi c'è un legame di tenerezza tra me e questa musica...Quanti anni sono passati, ma io trovo ancora modernissima e validissima questa presentazione .
Norman Jewison alla regia ha centrato il colpo, ha fatto emergere il testo evangelico contro la politica interna ed estera del governo americano degli anni '70. L'atmosfera dove si muove il Cristo di Jewison è spogliata dalla classica immagine cattolica, vestendolo  di una figura rivoluzionaria che pervade tutta la storia. Nel film si afferma la cultura hippy, i movimenti di protesta, si gioca con il contesto sociale , fino ad arrivare ad una critica utopica delle velleità hippy del tempo. Il nostro Cristo ha bisogno di altri personaggi che ruotano intorno a lui per delineare meglio tutta la narrazione. Stiamo parlando di una pellicola tratta da un musical  di Webber e Tim Rice che dà largo spazio alle immagini coreografiche.
Si sceglie Ted Neely , attore e musicista per la parte del protagonista , in un primo tempo sostituto dell'attore principale in teatro .Lunghi capelli biondi, viso pulito, è il classico santino che ci immaginiamo da piccoli, una bellezza poco originale eccessivamente scontata, voce acuta e particolare, fisico spigoloso, movenze controllate che contrastano con gli altri protagonisti. Una carta vincente?Probabile!
Neely sembra uscito da un testo degli eroi romanzati della beat generation di Kerouac e Ginsberg , romanzi dove i giovani americani si ritrovavano molto all'epoca. Il Cristo del film medita la verità , ammicca alla libertà sessuale , il gergo è reale e crudo, è esaltato dalla figura che rappresenta, dalle prove che deve sostenere, spesso facendoci dimenticare la figura teologica che rappresenta. La teologia e la filosofia della storia viene data  quasi tutta  nelle mani di Giuda , che fa da filtro tra il bene e il male dell'umanità, redenta dal pentimento.
 Penso che quasi tutti voi abbiate goduto di questo spettacolo, ma vi consiglio , se siete amanti di questo genere, di rivederlo , catturando cose che ad una prima occhiata  possono anche sfuggirvi.
Non dimenticate la scena di Gesù e la Maddalena, modernissima dopo tanto tempo, ripresa  nell' "Ultima Tentazione di Cristo" di Martin Scorsese , la trionfale entrata di Gesù in Gerusalemme, le frustate inflitte al Cristo anche queste rivedute e corrette da Mel Gibbons in" Passion", riguardate la bellezza delle coreografie e la novità di iniziare una pellicola , montandola dal vivo su di un palco.
Sarà per me anche la nostalgia, ma trovo sempre affascinante questo prodotto quasi intatto dal peso degli anni. E voi che cosa ne pensate? Fatemi sapere..Buona serata amici cari!
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