Sono estremamente felice di poter dire che il nosro
Principe , Francesco De Gregori, dopo quattro anni di assenza dal suo ultimo
album "Per brevità chiamato artista",
è tornato a noi con questo " Sulla Strada", che ce lo fa
rincontrare più vicino alla sua intimità di uomo e a qualche nota del suo
passato "Titanic".
è tornato a noi con questo " Sulla Strada", che ce lo fa
rincontrare più vicino alla sua intimità di uomo e a qualche nota del suo
passato "Titanic".
Ha scritto molti capolavori questo artista romano,
ma forse Titanic è quello che maggiormente ci è rimasto in testa preso nella sua
collettività di cd
, senza contare le sue più note e suonate canzoni che hanno
accompagnato il cammino della nostra vita. Non ve le elenco , sono sicura le
conosciate già tutte per chi è amante di questo personaggio, così strano e
riservato, cocciuto e musone, che a conoscerlo poi bene così non è.
Vi ho già parlato della scontrosità a mettersi in
piazza per cose personali, legate strettamente alla sua vita privata, una moglie
da sempre e due figli gemelli , Marco e Federico, che ruotano nel panorama
artistico, ma non desiderano assolutamente essere chiamati figli di
papà.
Come poteva essere diversamente , tale padre tale
figlio! Eppure miei cari , vi posso dire che quest'uomo, questo cantante così
intimista , è migliorato nel crescere da un punto di vista personale.
Musicalmente , lascio giudicare a voi, per quanto mi riguarda , non doveva
cercare nulla per crescere ancora!
Nelle interviste , poche che concede a denti
stretti , ora si lascia più andare, abbozza anche qualche sorriso, le corna
potenti dell'ariete non sono più così affilate , da fargli dire" Domande se
volete , ma nulla sulla privacy. E poi che c'è da dire. Sono antipatico? Non mi
interessa. Vi piacciono i miei lavori ? E allora comprateli, tutto il resto è
inutile"
Caro arietino mio, come ti capisco , come mi trovo
in quella testaccia dura , una volta rossa come il fuoco, sono ariete anch'io e
odio i falsi moralismi, le domande prestabilite, la curiosità morbosa,
l'imbarazzo gratuito. Tu? Di più, molto di più...La diplomazia è zero, ma è
stata sostituita con molto più senso della sopportazione e una dose aperta di
autoironia, che ieri tenevi solo per te.
In questo disco che ha fatto Francesco ci incontra
come un vecchio amico, in modo caldo e cordiale, nove ballate pop-rock cesellate
dagli archi di Nicola Piovani e dalla suadente voce di Malika
Ayane.
Il pezzo più ascoltato è quello che dà il titolo
omonimo all'album, ma permettetemi se volete conoscere veramente un po' di più
questo artista , di consigliare il ripetuto ascolto di " Guarda che non sono
io".Lì trovate il Francesco genuino , che rifiuta l'etichetta della musica , che
si nasconde nel mistero , anche se difficile , ma abbastanza comune per ognuno
di noi.
Ricordate queste parole della canzone" Scusami,
però non so di cosa stai parlando. Se credi di conoscermi non è un problema
mio...Guarda che non sono io."
Ci chiediamo, se incontrato per la strada qualche
fan, De Gregori l'abbia fatto veramente . Io sono quasi certa di si, rientrava ,
almeno un tempo nelle sue abitudini , anche per il gusto , tipicamente romano di
riderci su.
Ma in questo ultimo lavoro , c'è anche la voglia
di mettersi un po' più allo scoperto, come in "Omero al Cantagiro" stranamente
gemella della "Valigia dell'attore" , malinconica canzone sulla vita degli
artisti e anche in quest'ultima in bilico tra lacrime e fischi. Ci commuove in
" Bella Epoque" e in " Passo d'uomo" con una mano sul cuore come dice lui, ci
rallegra con un ritmo cadenzato con" Ragazza del 95", proiettandoci nel futuro ,
nel futuro che appartiene più agli altri che a lui stesso.
Ci lascia con " Falso Movimento" , ci dà
appuntamento vicino al mare scuro di notte dove nulla vediamo , ma possiamo
immaginare tutto. Lo stesso di te, vero Francesco?
Vogliamo aprire insieme se non la tua anima ,
almeno qualche pagina del libro della tua vita? E' buio , non riusciamo a
vedere...ma ci siamo capiti, caro Principe!