............. Dall'amore spesso non nasce la musica, ma dalla musica spesso nasce l'amore!....

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domenica 5 giugno 2016

Un americano a Parigi


Risultati immagini per un americano a Parigi no copyrightRisultati immagini per un americano a Parigi no copyrightIn queste giornate tristemente quasi estive, dove la pioggia, il vento e i maglioni la fanno da padroni, è un piacere per me rivedere determinati indimenticabili musical che mi mettono anche tanta allegria.La presenza di Gene Kelly poi, uno dei miei ballerini favoriti, mi elettrizza in maniera positiva e allora perchè non proporvelo, chissà non faccia questo straordinario effetto pure a voi? Per i più fedeli ai musical vi dirò che torna in sala, trascinante più che mai, con la strepitosa regia di Vincent Minelli il 9 di questo mese, a distanza di ben 65 anni dal suo debutto. Protagonista indiscusso questo mostro della danza che unisce l'arte classica alla modernità del corpo con l'esordiente Leslie Caron, criticata a suo tempo da molti come non bella, con un fisico atipico per una danzatrice, ma cosi' intrigante con il suo particolare sorriso oltre la bravura della tecnica. La trama dice poco se vogliamo essere pignoli, spensierata come si usava nel tempo: l'americano affascinato dai colori della città che stimola la sua arte pittorica e accende le grazie di una mecenate ereditiera ,sta al gioco aiutato da un pianista mai diventato noto e un tenore in cerca di fama. Ma l'amore come sappiamo è galeotto e il nostro bel pittore si innamora perdutamente di Lisa(la Caron) già promessa sposa ad un altro. Ma quale musical non ha un lieto fine, ragazzi miei, tra danze,luci, colori e straordinaria colonna sonora. Quando gli oscar contavano ancora, direbbe qualche feroce critico, questo film ne vinse sei e ne valgono tutti basta riguardare i 17 minuti di balletto finale. Certo è lontano dalle mode odierne questo prodotto, ma ancor oggi ci si domanda quante risorse economiche potevano essere spese per costruirlo, tutto è a livelli massimi e anche chi non apprezza questo genere , non può non notare , la sfarzosità delle ambientazioni e delle coreografie. Gene Kelly vero animale da palcoscenico, comincia lentamente, per poi impossessandosi della scena, culminando appunto con quella del balletto finale che si conserverà per gli anni a venire. Non un musical pesante e noioso ma con il dono della spensieratezza che affascina ancora, un'opera così efficace in termini di intrattenimento. Non cerchiamo la validità della trama, il perchè della sparizione improvvisa di certi personaggi senza alcuna spiegazione, poco importa, anche se i critici più feroci storceranno il naso. Godiamoci questa versione restaurata, i colori del technicolor impreziositi dall'armonia generale, in un tripudio cromatico di suoni e di danze. Scenografie di prim'ordine, ricca fotografia, notevole messa in scena, celeberrime musiche di George Gershwin, tutti possono trarne piacere è inevitabile. Una Hollywood di allora ricca di sogni e di desideri vivi ancora oggi che ci presenta una Parigi familiare e pulita capace di toccare le corde del nostro cuore.
Sono convinta vi stupirà ancora chi non l'avesse visto, ma stupirà anche gli affezionati come me, unita alla meraviglia dell'armonia e dallo sforzo tecnico che è rimasto intatto.
Fidatevi, un'esperienza da non perdere , che vi allieterà, vi rallegrerà ,abituati ormai a tanta seriosità e non escludo che qualcuno possa uscire ammaliato da questo potere che la pellicola possiede  su di noi. Esagerata? Può darsi, ma quando si è conquistati si è presi e rapiti completamente....Buona visione a tutti!
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