Eccoti qui di nuovo Vinicio caro,
quante volte ho scritto di te in questo blog con tanta ammirazione, afflato, passione che ho subito avvertito sentendoti cantare . Difficile per me con le produzioni italiane, non perchè non le senta, non perchè non abbia anch'io le mie preferenze, ma a volte sono solo sfumature, simpatie sul personaggio, con te è stato subito diverso. Un'affascinazione Vinicio mio, un colpo nello stomaco e nella mia anima quando ti sentivo. E ti ho ascoltato sempre nelle peggiori condizioni, o quando tu provavi i tuoi concerti in piccoli posti non ancora così conosciuti come ad esempio Barolo, costretto
a presentare i tuoi gioielli su palchi di fortuna, troppo piccoli per creare quella tua perfezione che sempre aspiravi fosse percepita dal pubblico. Ma spesso quest'ultimo era distratto, non ti conosceva bene, non arrivava nella maniera giusta quella tua grande intimità che sai creare. Qualcuno si chiedeva chi fossi, cosa ci facessi su di un palco, che spreco artista mio, che mancanza di ascolto vero e genuino come tu solo sai creare. Non vedevano , non sentivano la tua interiorità, e beato chi la capiva, le tue trattenute sfuriate per l'orchestra che non seguiva alla perfezione le tue indicazioni, i tuoi sforzi per far arrivare la tua anima ad ognuno di noi.
Anch'io non ti conosco bene, ma mi bastano le tue ballate per averti nel cuore, io che ti ho ascoltato non molte volte, ma all'infinito nelle stanze della mia casa , volando tra il mare dei pirati e della balene, che tu hai provato in quella piccola barca in Liguria per rendere meglio la lontananza di chi è lontano, sperduto tra gli oceani e sogna la casa che non saprai mai con esattezza se raggiungerà. Mi sono persa nelle tue storie della cupa, tra leggende sopite che tu facevi riaffiorare con inconsueta intensità con abile maestria mentre noi eravamo catturati in quel mondo fantastico. Ed ora sei di nuovo qui tra noi, con queste ballate contro la paura. Tu che sei nato in Germania, e mai un paese per me è così lontano dalla tua intimità, le tue origini avellinesi sono dentro la tua anima, sprigionano il sapore della terra madre e matrigna,che ci fa ridere e piangere,che gronda sangue e dolore , felicità e letizia, circondata dall'amore sanguigno e sessuale che spesso le tue canzoni ci regalano.
In questo tempo di peste, ci si rifugia nei racconti,nelle " Ballate per uomini e bestie", disco non facile che ci riporta dentro l'umanità , ci unisce nel rapporto con la natura tanto bistrattata. Siamo in un nuovo Medio Evo, hai ragione Vinicio, tu lo sai bene , tu che hai attinto l'ispirazione nell'Irpinia terra dei tuoi avi, tu che sei cresciuto anche con l'Emilia nel cuore.
Viviamo nella vecchia epoca dell'oscurantismo, immersi nelle guerre religiose,dove l'immagine conta più che la parola, con notizie che spesso falsano la realtà. Tu ci hai ancora saputo raccontare nel tuo ultimo lavoro con la tua non facile ironia, la necessità di trovare un nuovo equilibrio.
Ci hai donato un nuovo cantico delle creature, per unire o sperare di farlo questa frattura tra l'uomo e la natura stessa, chiedendo senza vergogna a Gesù di tornare sulla croce per vincere l'arroganza umana. Cosa si poteva volere di più Vinicio mio.
Io posso dirti ancora una volta " grazie di cuore" e ti ricordo assorto nei concerti di Tom Waits, solitario e cupo , indifferente al frastuono che ti circondava e lontano dai fotografi di sala che ti infastidivano.Ma sempre assorto e attento...Ti ho visto sorridere una sola volta per quanto mi riguarda e lo hai fatto con un altro mostro sacro della musica come David Byrne, che in quanto a comunicazione e sorrisi è sempre parsimonioso, tranne che nelle sue dorate performances.
Tu hai sorriso , lui ha sorriso, miracolosamente pronti per una foto, che io tengo preziosa nei miei cimeli.
Ben tornato Vinicio e grazie ancora per i tuoi regali, parlaci più spesso, io ti ascolterò sempre.
