............. Dall'amore spesso non nasce la musica, ma dalla musica spesso nasce l'amore!....

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martedì 17 novembre 2015

Il dilemma del porcospino


Direte voi miei cari, ma cosa c'entra tutto questo con la musica? Beh, può anche entrarci perchè la musica è in ogni dove, nei nostri cuori, nell'aria che respiriamo , nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti e allora perchè non proporvi questa specie di quizzino che potrebbe anche essere interessante.
 A me ha incuriosito , perchè dare una risposta non è semplice , ma una decisione si deve prendere comunque. E allora incominciamo.
Vicini senza ferirsi,questo è il dilemma quando due persone si legano troppo.... e allora la giusta distanza quando ci si rapporta con gli altri qual'è? Non intendo solo legarsi dal punto di vista prettamente amoroso, ma come amicizia, empatia, bene, amore certo e anche passione se andiamo per gradi.Non sono una roccia in filosofia, ma tutti abbiamo sentito parlare di Scopenhauer e proprio lui nel lontano 1800 parlò del" dilemma del porcospino" per spiegare e descrivere la complessità dei rapporti. Concludeva che se tutti gli esseri umani potessero avere sufficiente calore per se stessi non avrebbero sicuramente bisogno degli altri e tanto meno della società.Passiamo alla piccola storia...
Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata invernale , si strinsero vicini col calore reciproco, per proteggersi e non rimanere assiderati .Ma , molto presto sentirono un altro tipo di sofferenza: il dolore delle spine reciproche che li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno con l'altro. Quando il bisogno del calore li portò di nuovo ad unirsi, si ripetè il malanno, in modo tale da venire sballottati avanti e indietro tra i due mali: il freddo e il dolore.Tutto questo continuò finche' non trovarono una distanza moderata che rappresentava la loro giusta posizione.
Tutti noi , dopo aver letto questo raccontino, capiamo molto chiaramente quanto abbiamo bisogno di socialità , affetto , rapporti umani per riempire la monotonia e il nostro vuoto interiore .Ma ogni individuo ha qualità e difetti diversi e nel momento in cui si superano certe distanze per avvicinarsi agli altri, si viene allo scoperto, spesso causando rotture e allontanamenti.E allora che succede ? Amori apparentemente solidi si trasformano in rapporti conflittuali, amicizie felici si spezzano causando dolore e amarezza, legami familiari si incrinano. E qui si apre il dilemma , trasformato in un vero e proprio dubbio: avere o no rapporti sociali?Si evidenzia quindi come ogni stretto rapporto di affetto possa da un lato riempire, rendere felici, scaldare la nostra vita, mentre dall'altro  possa ferire e recare dolore. Questo è il prezzo da pagare per una vita sociale? A mio avviso non sempre e non necessariamente e soprattutto non è un motivo valido per diventare asociali. Confesso che io ho questa paura, di buttarmi di sbagliare, e quindi latito diffido e l'asocia
lità è in agguato!Necessita quindi il trovare il giusto equilibrio per rimanere vicini senza farsi del male .Delusioni, abbandoni, relazioni fallite sono ferite simili agli aculei di questi animali e allora è meglio allontanarsi dagli altri per la paura o la soluzione è trovare una certa distanza con la possibilità di scaldarci senza il rischio di pungerci! Ma come?
 Mantenendo la nostra individualità , confrontandoci con l'altro senza annullarsi, allontanandoci per poi ritrovarsi e riscoprirsi , non dare per scontato il calore dell'altro ma imparare ad ascoltare e lavorare un pochino su noi stessi e sul rapporto, mostrandoci per ciò che siamo sviluppando l'empatia. Morale: non fondersi nei rapporti ma avere una certa distanza sana che riempie la vita ma allo stesso modo non ferisce.
 Possibile? Ditemi voi..Io lo trovo splendido ma poco fattibile, l'essere umano non è un robot e non può essere comandato quando c'è un cuore. Chi non ha sofferto e non continua( più o meno ) a farlo? Alzate la mano , rispondetemi per favore.. Io sono una sistemista del tutto e allora , e non ridete , abbraccio un albero , con tutta me stessa  e sento la linfa scorrere e lenire un pochino la mia sofferenza. E' la vita della pianta che mi risolleva, sono le radici della terra che mi portano nella realtà. Non sono a Tara, non sono Rossella O'Hara, ma la capisco! A voi miei prodi!
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