E' tempo di danze passate , di mie amarcord..è un pochino che non ve ne faccio dono..Insomma dono è una parola grande , in parole piccole , è tempo che non scrivo nulla di avventure passate! Ed eccomi qui!
Ho messo i puntini a questo titolo, perchè si riferisce a me e sinceramente non mi sento tale, anche se in qualche particolare circostanza come in questo caso, lo sono stata.In questo raccontino di vita vissuta ,sinceramente non volevo esserlo, anzi dovevo essere più che riconoscente a chi mi aveva dato questa opportunità. E invece..i casi della vita...
Mi misi d'accordo con Kira per il concerto di Firenze, prima di tutto per Tom ma anche per conoscere questi miei benefattori.Ci incontrammo e l'emozione fu plateale , persone mai viste che si incontrano come si conoscessero da secoli. I casi della vita, che meraviglia! Assistemmo tremanti per l'emozione ad uno dei concerti migliori della storia, con un Waits in stato di grazia, una platea ricca di attori e cantanti famosi, un pubblico brillante e partecipe, la prima performance del figlio Casey alla batteria, l'adorata moglie in platea( bellissima e sempre giovane...) e noi inondati di coriandoli multicolori che uscivano dalle tasche dell'Orco di Pomona, il nostro " Rain Dog" all'apice della sua performance.
Eravamo veramente caricati dal tutto che usciti fuori non volevamo che la nostra serata finisse e tutti fummo d'accordo a cercare l'albergo del nostro amato.Qualcuno sapeva dove poteva essere,ma cammina che ti cammina, io ricordo di aver fatto tutta Firenze al passo!Ma quando la fortuna bussa, le devi sempre aprire e ..infatti... Stavo parlando con Kira che mi aveva fatto vedere un libro sugli hobbies di Tom come quello di disegnare t-shirt con olio di benzina bruciato, quando ci venne incontro un quartetto abbastanza sospetto. Voi non ci crederete ,ma in mezzo si era incarnato il nostro Tommasino, vestito di nero con le sue solite due taglie in meno, diafano come un morto, con quegli occhietti indecifrabili che non potrò mai spiegarvi e un sorriso sornione. Noi due donne ce ne accorgemmo per ultime, perchè eravamo prese tra una macchia e l'altra , ma quando si presentò davanti a noi sorridendo beffardo, io avevo in mano il suo libro di disegni e il ghigno diventò un compiacimento sul viso del Grande che subito mi fece domande come ero venuta a conoscenza di tutto questo. Infatti in Italia il volume era sconosciuto, ma la mia Kiretta l'aveva importato dall'America ...io trovai scuse plausibili non sapendo i precedenti e gentilmente mi chiese se volessi una dedica. Cosa potevo fare? Certo potevo dire il nome della legittima proprietaria del libercolo, ma così sul momento dissi il mio, così ..Kiretta adorata...possiede una dedica che appartiene a lei ma a mio nome....
Ahahahaha.....non la prese subito bene, ma poi cominciammo a ridere e a essere così felici della sorte, che tutto ci sembrò incantato. Quell'adorato uomo che negava le interviste era stato con noi...non capiterà mai più!!!!
