Miei cari sicuramente non è un blog natalizio, ma conoscete la mia allergia festiva, forse si vi farò qualche parola di auguri più tardi, no, non oggi con questo diluvio infernale freddo e gelo e chi può venirmi in mente? Il mio Tommasino che da tempo non viene a trovarci.Si, l'ho sempre amato, sempre dalla parte sbagliata,sempre senza essere un divo, Thomas Alan Waits una lontana sera , seduto al pianoforte del " Napoleone Pizza House", si mise a suonare così per diletto. Ubriaco fradicio come sempre, la voce spezzata e stonata, accenna i classici degli anni 50' e 60' e conquista il suo primo pubblico, famiglie affamate e senza pretese, riunite per una pizza dozzinale.Tutti lo seguono, c'è chi ride, chi si commuove, finchè il proprietario per pochi dollari, lo assume ogni sera per queste sue piccole performances. Meglio del lavapiatti o dell'impiegato in una stamperia di Bibbie, il gioco è fatto! Passa qualche anno e i localacci di Los Angeles lo vogliono accompagnato da una band di jazzisti ubriachi come lui, ma lui incomincia a scoprirsi balladeer: il mondo di disperati gli passa davanti ogni sera, puttane, barboni , poeti improvvisati e falliti.Tutto questo è l'ossatura di " Closing time"dedicato alla chiusura dei locali nel '73, canzoni incerte e minimali ma già talentuose.Decadenza urbana,l'inganno del sogno americano il contrario delle grandi promessi Springsteeane. Negli anni '80 sono racconti di un giovane cantautore che sceglie da che parte stare tra vinti , sconfitti e gente dei bassifondi.Non parla direttamente dell'America, del mondo plastificato dei colleghi, ma li distrugge disco dopo disco. Nel '77 si innamora della cantante Rickie Lee Jones e la sua musica è più nostalgica, esce dalle bettole e si perde nelle autostrade, osserva i paesaggi duranti i lunghi viaggi con la famiglia, è l'anno di " Foreign affairs", imperfetto ma importantissimo che danno luce al suo capolavoro " Blue Valentine". Iniziano le grandi canzoni dedicati a Kerouac a Cassidy con dentro il brano più commovente che abbia scritto( e sono tanti) " Burma Shave".
Lo racconta volentieri Tom questo disco, ricorda quando era bambino in macchina con il padre e vedeva la reclame dello spot di schiuma da barba, credeva fosse il nome di una città ed era frettoloso di arrivaci, con questi grandi cartelloni che invitavano l'uso del prodotto. Scrivendo questo brano vi ha unito la fuga di una coppia da una città vuota, senza meta, solo lontano lontano.Non è una cosa buona scappare senza destinazione, quindi il ragazzo inventa il luogo immaginario di" Burma Shave", le ginocchia sul cruscotto,la gomma da masticare e la schiena inarcata, il cuore che batte come un tuono, tutti hanno un piede nella fossa e allora perchè non tentare la sorte a Burma Shave?ma il viaggio si conclude tragicamente, con una morte idiota in un incidente stradale per un sorpasso, una potenza visiva fantastica, prima dei vari capolavori nel '77 scrive questo meraviglioso sogno infranto che è la visione allucinata della fine del sogno americano degli anni '60.
La normalità di creare magliette con il grasso delle auto che ama aggiustare, un gioco da bambini, quel bambino che forse lui non è mai stato.
A presto ...speriamo e io scelgo la canzone che me lo ha fatto conoscere tanto tempo fa, una canzone dove egli stesso scopre di avere avuto successo senza saperlo.Spero apprezziate e vi consiglio di conoscerlo meglio , se volete più a fondo ,ne vale la pena.
