............. Dall'amore spesso non nasce la musica, ma dalla musica spesso nasce l'amore!....

Visualizzazione post con etichetta Pillole di celebrità: Beware of Mr. Baker. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pillole di celebrità: Beware of Mr. Baker. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2013

Beware of Mr. Baker !



In America , pochi giorni fa, è stato messo in scena, questo tributo al grande batterista Ginger Baker, figura carismatica, quanto maledetta del panorama musicale.
Nasce a Lewisham il 19 agosto del 1939, è stato uno dei più grandi batteristi esistenti e stella di prim'ordine dei favolosi Cream. Quando si parla di questa band , bisognerebbe solo inginocchiarsi e non dire nulla, solo ascoltare ..basta e avanza. Faccio solo tre nomi : Ginger Baker, Jack Bruce , Eric Clapton!
Peter Baker , detto Ginger per i capelli rossi, non aveva le idee chiare da ragazzo.Passò dalla passione per la bici, a quello della tromba , ma non essendo abbastanza dinamica per il suo carattere , optò per la batteria. E mai scelta fu più giusta. A soli 16 anni fu ingaggiato per un tour, dove smorzava  tutta la sua rabbia e la sua indole burrascosa , nel percuotere il suo amato strumento.Non avrebbe mai potuto essere alle dipendenze di qualcuno e sulla sua strada arrivò per primo il batterista Jack Bruce. E non è poco...La folgorazione che lo spinse a mettere su una band, fu l'ascolto di John Mayall(altro mostro sacro), ma la concretizzazione arrivò con l'incotnro di Eric Clapton, quel famoso "slow hand" che sarebbe diventato più celebre di Gesù Cristo, come soleva definirsi.Nessuno poteva raggiungere le capacità di questo trio, ma la loro genialità cozzava malamente con il loro carattere, tutti  estremamente "prime donne" per poter convivere a lungo. Baker si unì ad altri , come Steve Winwood , non certo alle prime armi, per poi confluire nella ricerca di ritmi tribali, unito sporadicamente in qualche performance con Paul Mc Cartney.
Ma l'irrequietezza di Ginger non ha limiti, viaggia, suona, stupisce, arriva perfino in Italia, per trovare un po' di riposo in una fattoria di Lanciano, ma non si stacca dalla sua batteria , partecipando a concerti jazz.
 Troppo romantica l'italia per lui, torna in America , suona con diverse formazioni a livello sublime, ma con la sua aria di cavaliere errante .Le sue performances non furono mai le stesse , nè come spartito, nè come durata, tanto da colassare nei camerini per la fatica .Il suo desiderio è sempre stato, col passsare degli anni più vivido, di tornare con i vecchi "Cream", desiderio che avvenne nel 2005 con un'uscita di quattro famosi live.
La vita dissoluta, le speculazioni sbagliate, rendono  ancora attivo questo rosso maledetto che all'età di 72 anni , ammette di avere ancora bisogno di lavorare per vivere.
 La critica americana porterà sulla celluloide questo ultimo tributo a Ginger Baker, perchè la sua figura , malgrado una iniziale reticenza , rappresenta l'anima del rock .Un talento inarrivabile, una dipendenza estrema alle droghe, deprecabili atteggiamenti, anormalità sociali..insomma di tutto e di più che non sono riusciti a scalfire però, la sua grande dote di musicista.
Ora a 73 anni, non dimentica di essere stato schiavo della morfina , che sostituisce ampiamente con un numero imprecisato di sigarette, mentre la sua mente resta vivida sui suoi ricordi e sui suoi errori.Ricorda quanti musicisti sono morti per molti meno vizi che sono stati e sono il patrimonio del suo dna, ricorda benissimo la sofferenza della riabilitazione e non gli manca il coraggio di dire"Ho sbagliato molto, ho peccato molto, ho sofferto molto, ma il Signore mi ha fatto soffrire ancora di più".
 Anche in questa frase il carattere e lo"stampo" del vecchio Ginger , non cambia. Un po' cattivi si nasce e con la vecchiaia si dice , forse , si peggiora!
 
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Italia.