Miei cari , ormai mi faccio trasportare per risollevarmi da questa stasi che mi fa stare male, e allora accetto tutto, e mi faccio caricare come un bagaglio a mano, con uno sforzo terribile, ma con dei piccoli risultati di piccola ripresa. E guardate che non mi riferisco al grande personaggio che vi presento, anzi, ben vengano " mostri" di tal genere, ma cerco di essere distratta il più possibile , per poter rientrare almeno un pochino nei ranghi. Mayall , la leggenda non si ferma e la sua forza ad 81 anni( avete letto benissimo)sono i 100 concerti all'anno che ci regala.Non sto qui ad elencarvi la vita , le opere , di questo personaggio perchè la Bibbia non basterebbe, vi dico solo che malgrado il suo carattere ruvido , mi è molto simpatico, perchè la prima cosa che vi chiede in un'intervista è"non parlare di Eric Clapton".La sua permanenza in California l'ha ammorbidito( non dite mai l'età con lui), ma purtroppo è costretto a ricelebrare il periodo dei famosissimi " Cream" ( Clapton, Green e Taylor), talenti della chitarra inglese che hanno suonato per lui. Mayall è un vero gigante, un musicista scrupolosissimo nato a Manchester che ha insegnato i segreti della " black music"a un'intera generazione. Speriamo non abbiate perso in molti queste sue date a Milano, alla Spezia e a Bologna..un vero peccato! Ci sono pochi concerti imperdibili, e per chi non ha mai ascoltato questo musicista dal vivo, i suoi appartengono a questa categoria . Gli imperdibili! E' un musicista raffinato, inarrestabile, ama ricordare i suoi colleghi, malgrado tutto non può non farlo..oltre ai Cream , il violinista Harris, il bassista Taylor , il chitarrista Montoya, ma perchè è importante tutto questo musicalmente parlando? Perchè , diciamo la verità,quelle che oggi ascoltiamo dalle nuove generazioni, pesca proprio dentro la zona di questi impeccabili professionisti. Stiamo brancolando nel buio? E allora ascoltiamo nel vecchio"Jazz Blues Fusion", aggiungiamo il nuovo "Find a way to care"e capiremo un po' meglio come questo artista abbia allevato talenti così, per soddisfazione personale, senza averne poi bisogno. Era un po' come andare all'università all'epoca, si ci rivestiva di " british blues" e questo non si è mai più ripetuto. John ha sempre la sua chitarra a nove corde e la sua armonica , ma possiede ancora la sua curiosità , perchè senza essa si fa poca strada, si devono usare chiavi differenti , se ne usi meno sei limitato , vai poco avanti e infatti non c'è un suo concerto che sia uguale all'altro. Anche gli americani lo hanno sempre invidiato agli inglesi, volevano avvicinarsi a lui con Mike Bloomfield, ma solo nel '68 si ebbe un leggero pareggio. Sto parlando questa sera, e so che non è un argomento facile e tanto meno da principianti,ma delle fondamenta che reggono ancora oggi l'impero dei suoni, come lo si conosce attraverso le periferie del pop e la black music.
Il nostro saggio raccomanda sempre di non suonare mai alla stessa maniera, anche se poi si è costretti a tornare al punto di partenza, perchè chi diventa famoso, in scena o negli album, deve solo seguire la propria strada , che poi è come una ruota fatta di corsi e ricorsi.E 'necessario sicuramente l'incoraggiamento da giovani, ma per incantare il pubblico, bisogna essere bravi davvero.
Argomento un po' pesante questa sera amici miei, ma qualche volta bisogna riflettere sui pilastri della vera musica e come consiglio, se proprio non conoscete nulla di nulla di questo personaggio e vi interessa sapere qualcosa almeno, Wikipedia vi darà una mano.. per andare avanti negli studi, le elementari bisogna farle e così è pure nella musica. Provare per credere. Prometto , la prossima volta sarò più leggera...