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sabato 28 settembre 2013

L'ultimo tributo a David!

Facciamocene una ragione, per chi lo ama, per chi lo odia, per chi gli è indifferente, a Bowie , non basta più un museo per contenere tutti i suoi preziosi cimeli nella mostra londinese allestita, ma ora è necessario anche un libro.
 Il Victoria Albert Museum, il più grande del mondo , ha visto l'universo per ricevere gli appassionati del nostro eroe. E' stata chiusa ormai l'11 d'agosto con le proteste di quasi tutti , perchè non sono riusciti a vedere gli ultimi cimeli (collezione unica) di questo artista. Ci fu persino una gara , alquanto bizzarra , a chi fosse andato il primo biglietto, presumo solo per avere la cifra record di prevendita di 50 mila ticket! Malgrado tutto ciò, le enormi sale del Museo, non sono state abbastanza capienti per contenere tutto il materiale dell'artista., quindi la maggioranza dei visitatori usciva con il nuovo libro scritto da Victoria Broackers e Geoffery Marsh  "David Bowie is" (Rizzoli 40 euro!). Non crediate sia un catalogo, è solo una panoramica sull'universo di David , con la foto simbolica di Bowie nelle vesti di Alladin Sane. E' un tributo vero e proprio al genio e al talento del Duca Bianco, regalandoci lo stile dei costumi e le foto inedite di una vita divisa tra privato e pubblico. La sorpresa più grande è stata comunque la pubblicazione del disco ( già parlato lungamente) "The Next Day" , suo 24 esimo lavoro , non previsto neppure dalla casa discografica stessa, ma scoperto con l'uscita del singolo" Where are we now". Autore e prodotto sono stati candidati  al Mercury Prize, come miglior disco inglese dell'anno in dirittura d'arrivo con gli Arctic Monkeys.
 La ricomparsa di Bowie, dopo averci illusi non poco per un suo probabile tour, ha entusiasmato anche l'ispirazione di molti altri conterranei , come Paul Mc Cartney in procinto di fare uscire il suo "New", così come Eric Clapton che congratulandosi telefonicamente con David, si è sentito apostrofare come "Old Socks"( vecchio calzino), trovando  il titolo per il suo album.
 La prefazione del libro è abbastanza retorica , perchè la maggioranza di noi conosce la poliedricità di Bowie, ma tutto questo , parole e giudizi, non sono mai fuori posto. E' un viaggio all'interno di un uomo, prima ancora che di una star, se si può riuscire veramente a captare il vero uomo- David!
Nel '74 Il signor David Jones Bowie  di soli 27 anni , lasciò l'Inghilterra ignaro che la terra di Albione non sarebbe più stata la sua casa .Ormai è un cittadino globalizzato e per l'Inghilterra solo un turista. La sua casa è a Manhattan , mentre la sua evoluzione psicogeografica va letta come il risultato della sua carriera.
Chi lo incontra per ler strade di NY, non ha l'idea di trovarsi di fronte un camaleonte, è difficile riconoscerlo e anche se la mostra non ci è stato permesso vederla, questo libro un po' ce la restituisce.
 Ma in tutta confidenza posso dirvi che mostre , libri, premi sono solo consolatori per chi lo ha amato molto...E concludo solo con una frase , valida almeno per me.."Duca , ci manchi!"
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