Articolo di Nella Crosiglia
Sono passati giorni e giorni da quando si è celebrato il 20 esimo anno della scomparsa di Freddie Mercury e ne hanno parlato giornali, siti e blog, quindi questa mia è datata direte voi? In un certo senso si, ma non ho letto molto spesso il vero, autentico pensiero di Freddie. Non che io gli sia stata così intima, ma un pochino ho avuto la fortuna di conoscere qualche sua caratteristica che viene un po' sottovalutata , presentandoci un personaggio sfrontato, ambizioso ed a volte gigionesco. Diciamo che se anche fosse stato così, se lo sarebbe meritato, la sua arte era troppo fine per avere dei limiti. La parte più originale del suo carattere è la smoderata gioia di vivere e la paura folle di morire, che gli faceva rinnegare l'evidenza della sua malattia anche negli ultimi periodi di vita. Quindi a quale conclusione ci porta tutto questo? A capire quanto questo animale da palcoscenico fosse fragile ed indifeso. Strano eh? Da non crederci.
Non sto qui ad annoiarvi su vicende di vita più o meno ordinarie, che ormai conosciamo tutti e tutti ci abbiamo abbondantemente inzuppato il biscottino. Ma mi piace presentarlo, a grandi linee, come era in realtà. A differenza della sua band, nulla senza di lui, (e si sono visti i risultati delle reunions) non aveva un 'omosessualità simulata, per creare una trasgressione, soprattutto all'epoca, ma tutto era manifesto.Solo il suo apparire, con la giubba gialla, gli alamari, i calzoni attilati bianchi, la mezza asta che regge il microfono a mò di spada, si intuisce al volo, che quel ragazzo con la bocca sgangherata, ma con una voce divina, vola molto più in alto di tutti..

Freddie diceva sempre di aver creato un mostro, diverso dall'originale, ma era tardi per cambiare.Si sentiva anche una vittima per non godere appieno le cose che amava, l'arte contemporanea, il bel canto italiano etc etc Si sentiva oppresso e non era così certo di poter guidare il proprio destino. La sua timidezza, la convinzione di essere brutto lo rendono vergognoso, la sua gentilezza sfiora la riservatezza e solo il palco ne procura l'esplosione. Esattamente il contrario, un titano che tirava dietro di sè il pubblico. Ma tengo a ricordarvi le cose che Freddie Mercury amava di più. L'amica Mary Austin, che, stupitevi, è stata la sua amante per sei anni, premiata con una copiosa eredità dopo la sua morte sia per lei che per i suoi figli. Il ricordo del duetto di "Under Pressure" fatto e scritto con David Bowie, alternativo come lui. La sua straordinaria passione e collezione per l'arte giapponese di valore inestimabile. E soprattutto per chi ha da passare da Kensington, visitate, se ne avete l'occasione, la sua villa dove il cantante ha passato gli ultimi suoi giorni e dove potete unire il vostro nome insieme a migliaia d'altri sul muro di cinta. Non male, vero?
Sono passati giorni e giorni da quando si è celebrato il 20 esimo anno della scomparsa di Freddie Mercury e ne hanno parlato giornali, siti e blog, quindi questa mia è datata direte voi? In un certo senso si, ma non ho letto molto spesso il vero, autentico pensiero di Freddie. Non che io gli sia stata così intima, ma un pochino ho avuto la fortuna di conoscere qualche sua caratteristica che viene un po' sottovalutata , presentandoci un personaggio sfrontato, ambizioso ed a volte gigionesco. Diciamo che se anche fosse stato così, se lo sarebbe meritato, la sua arte era troppo fine per avere dei limiti. La parte più originale del suo carattere è la smoderata gioia di vivere e la paura folle di morire, che gli faceva rinnegare l'evidenza della sua malattia anche negli ultimi periodi di vita. Quindi a quale conclusione ci porta tutto questo? A capire quanto questo animale da palcoscenico fosse fragile ed indifeso. Strano eh? Da non crederci.
Non sto qui ad annoiarvi su vicende di vita più o meno ordinarie, che ormai conosciamo tutti e tutti ci abbiamo abbondantemente inzuppato il biscottino. Ma mi piace presentarlo, a grandi linee, come era in realtà. A differenza della sua band, nulla senza di lui, (e si sono visti i risultati delle reunions) non aveva un 'omosessualità simulata, per creare una trasgressione, soprattutto all'epoca, ma tutto era manifesto.Solo il suo apparire, con la giubba gialla, gli alamari, i calzoni attilati bianchi, la mezza asta che regge il microfono a mò di spada, si intuisce al volo, che quel ragazzo con la bocca sgangherata, ma con una voce divina, vola molto più in alto di tutti.. 
Dopo solo cinque anni nel 1991, Mercury moriva, e malgrado la sua riluttanza a dichiararsi malato, fece la drammatica rivelazione della terribile malattia, ringraziando gli amici ed i medici che gli stavano vicino, speranzoso fino all'ultimo di poterla sconfiggere.Nelle ultime apparizioni la morte gli stava sempre più addosso, e nei rari momenti di maggior coraggio, era solito dire che se anche il suo trucco di scena non reggeva più, avrebbe continuato a sorridere, perchè il dolore è una storia senza fine e tutto dipende dal destino.Chissà perchè tutto questo ha rafforzato il mito Mercury, dove le sue canzoni volano sempre più in alto.C'è un progetto cinematografico per narrare la sua vita, tratto dalla biografia del suo assistente Peter Freestone, biografia che come senpre per guadagnare più denaro, si preannuncia come intima. Le cronache del tempo preferirono ignorare o trattare vagamente le storie private di Mercury, che non furono poche e neanche, a volte, molto leggere.
Freddie diceva sempre di aver creato un mostro, diverso dall'originale, ma era tardi per cambiare.Si sentiva anche una vittima per non godere appieno le cose che amava, l'arte contemporanea, il bel canto italiano etc etc Si sentiva oppresso e non era così certo di poter guidare il proprio destino. La sua timidezza, la convinzione di essere brutto lo rendono vergognoso, la sua gentilezza sfiora la riservatezza e solo il palco ne procura l'esplosione. Esattamente il contrario, un titano che tirava dietro di sè il pubblico. Ma tengo a ricordarvi le cose che Freddie Mercury amava di più. L'amica Mary Austin, che, stupitevi, è stata la sua amante per sei anni, premiata con una copiosa eredità dopo la sua morte sia per lei che per i suoi figli. Il ricordo del duetto di "Under Pressure" fatto e scritto con David Bowie, alternativo come lui. La sua straordinaria passione e collezione per l'arte giapponese di valore inestimabile. E soprattutto per chi ha da passare da Kensington, visitate, se ne avete l'occasione, la sua villa dove il cantante ha passato gli ultimi suoi giorni e dove potete unire il vostro nome insieme a migliaia d'altri sul muro di cinta. Non male, vero?