............. Dall'amore spesso non nasce la musica, ma dalla musica spesso nasce l'amore!....

mercoledì 10 febbraio 2010

CHIMES OF FREEDOM - interpretata da Bruce Springsteen, Sting, Tracy Chapman, Peter Gabriel, Youssou N´Dour


"Chimes of Freedom" è la canzone della transizione di Bob Dylan. Dalle canzoni più tipicamente di protesta e politiche, che a ben vedere sono quasi tutte contenute negli album "The Freewheelin' Bob Dylan" e "The times they are a changin'" a una nuova forma di scrittura molto più visionaria, per un inno alla libertà che non poteva certo restare fuori dalle "Canzoni Contro la Guerra". Questo meraviglioso video ci ricorda il 6 settembre 1988, quando Bruce Springsteen, Sting, Tracy Chapman, Peter Gabriel e Youssou N´Dour si sono uniti per riproporla a Budapest, in occasione dell'Amnesty International Tour.



Far between sundown's finish an' midnight's broken toll
We ducked inside the doorway, thunder crashing
As majestic bells of bolts struck shadows in the sounds
Seeming to be the chimes of freedom flashing
Flashing for the warriors whose strength is not to fight
Flashing for the refugees on the unarmed road of flight
An' for each an' ev'ry underdog soldier in the night
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

In the city's melted furnace, unexpectedly we watched
With faces hidden while the walls were tightening
As the echo of the wedding bells before the blowin' rain
Dissolved into the bells of the lightning
Tolling for the rebel, tolling for the rake
Tolling for the luckless, the abandoned an' forsaked
Tolling for the outcast, burnin' constantly at stake
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

Through the mad mystic hammering of the wild ripping hail
The sky cracked its poems in naked wonder
That the clinging of the church bells blew far into the breeze
Leaving only bells of lightning and its thunder
Striking for the gentle, striking for the kind
Striking for the guardians and protectors of the mind
An' the unpawned painter behind beyond his rightful time
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

Through the wild cathedral evening the rain unraveled tales
For the disrobed faceless forms of no position
Tolling for the tongues with no place to bring their thoughts
All down in taken-for-granted situations
Tolling for the deaf an' blind, tolling for the mute
Tolling for the mistreated, mateless mother, the mistitled prostitute
For the misdemeanor outlaw, chased an' cheated by pursuit
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

Even though a cloud's white curtain in a far-off corner flashed
An' the hypnotic splattered mist was slowly lifting
Electric light still struck like arrows, fired but for the ones
Condemned to drift or else be kept from drifting
Tolling for the searching ones, on their speechless, seeking trail
For the lonesome-hearted lovers with too personal a tale
An' for each unharmful, gentle soul misplaced inside a jail
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

Starry-eyed an' laughing as I recall when we were caught
Trapped by no track of hours for they hanged suspended
As we listened one last time an' we watched with one last look
Spellbound an' swallowed 'til the tolling ended
Tolling for the aching ones whose wounds cannot be nursed
For the countless confused, accused, misused, strung-out ones an' worse
An' for every hung-up person in the whole wide universe
An' we gazed upon the chimes of freedom flashing.

* * * * *

(Traduzione)

CAMPANE DI LIBERTÀ

Lontano tra la fine del tramonto e lo scampanìo spezzato di mezzanotte
ci riparammo in un androne mentre il tuono esplodeva con fragore
e mentre maestose campane di lampi colpivano ombre negli abissi
come se fossero lampeggianti campane di libertà
lampeggianti per i guerrieri la cui forza è non combattere
lampeggianti per i rifugiati sull'inerme via della fuga
E per ognuno e per tutti i poveri soldati nella notte
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Attraverso la fornace disciolta della città inaspettatamente guardammo
con visi nascosti mentre i muri si restringevano
mentre l'eco delle campane nuziali prima della pioggia sferzante
si dissolveva nello scampanare dei fulmini
che suonavano per il ribelle che suonavano per il miserabile
che suonavano per lo sfortunato l'abbandonato e il rifiutato
che suonavano per l'escluso messo costantemente al rogo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Attraverso il folle mistico martellare della selvaggia incessante grandine
il cielo esplodeva i suoi poemi in nuda meraviglia
che il tintinnare delle campane della chiesa soffiava lontano nella brezza
lasciando solo le campane di fulmini ed il loro tuono
che colpiva per il gentile, che colpiva per il mite
che colpiva per i guardiani ed i protettori della mente
ed il poeta ed il pittore lontano oltre questo giusto tempo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Nella deserta cattedrale della sera la pioggia svelava lunghe storie
per le nude forme senza volto nè posizione
e suonava per le lingue con nessun posto in cui portare i propri pensieri
tutte costrette in situazioni scontate
suonava per il sordo ed il cieco e suonava per il muto
per la bistrattata madre senza marito la prostituta ingiuriata
per il delinquente da poco incatenato ed imbrogliato ed inseguito
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Sebbene la bianca cortina di una nuvola mandasse bagliori in un angolo lontano
e l'ipnotica nebbia acquiginosa si stava lentamente alzando
lampi elettrici ancora colpivano come dardi lanciati
non per quelli condannati a vagare oppure per quelli impossibilitati a vagare
e suonavano per quelli che cercano sui loro sentieri di ricerca senza parole
per gli amanti con la solitudine nei cuori con una storia troppo personale
e per ogni gentile anima innocua messa ingiustamente dentro una prigione
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Con gli occhi splendenti di sorriso ricordo quando fummo presi
in trappola dal non scorrere delle ore perchè stavano sospese
mentre ascoltavamo un'ultima volta e guardavamo con un ultimo sguardo
incantati e sommersi finchè cessò lo scampanìo
che suonava per i malati le cui ferite non possono essere lenite
per le schiere dei confusi, accusati, maltrattati quelli disillusi o peggio
e per ogni uomo imprigionato nell'intero universo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà




6 commenti:

Riccardo Uccheddu ha detto...

Una canzone che fa venire la pelle d'oca, per quanto è bella...
No, rettifico: una canzone che eseguita dagli artisti che hai nominato e SOPRATTUTTO da Bruce e dalla "E" Street STRAPPA VIA la pelle!!!
Il testo di Dylan è visionario e come dire, "multiprospettico" come sempre, ma Bruce e gli altri hanno conferito al pezzo uno slancio ed una forza che sembra possano superare lo spazio ed il tempo.
Del resto, non è questo che fanno, il grande rock e la grande arte?
Ciao!

Antonella ha detto...

X RICCARDO: Benvenuto a te! Eh si....interpretata da questi miei meravigliosi artisti fa proprio venire la pelle d'oca. L'ho trovata per caso e non smetto mai di ascoltarla. La versione di Dylan è un altro brivido intenso (che presto inserirò)...E' vero, da questa interpretazione viene fuori una forza incredibile... quella dell'anima rocciosa che sfida la sorte e diffonde speranza... mentre il grande rock trova, ancora una volta, la sua risposta! Grazie per il commento e per esserti aggiunto ai miei sostenitori!

MarAnt il Gabbiano ha detto...

Amore mio scusa se ti strizzo il cervello ma devi riflettere ancora un pò per il gioco del fiammifero prima di dare la soluzione...
Un bacio

silvano ha detto...

Tempi d'oro, persino Sting ancora cantava...certo Bruce tirava la carretta e la Chapman aveva appena pubblicato il suo omonimo capolavoro.

Pupottina ha detto...

favolosa questa canzone, nelle sonorità e nel testo!

nella ha detto...

JEREMY ,you are really kind!
At last your name ....
I don't send any answer for an anonimo. I'm sorry.
If you want , you can sub on my blog.
I shall be honoured!
Good day, friend!

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